Sembra che la protagonista non abbia né intenzione né colpa di fare una ribellione alla realtà raggiunta e costituita e, anche quando quei brevi cenni alla terribile minaccia di morte, che è il nulla, vengono detti, «è una vita che compro latte e biscotti», vengono detti senza speranza, anzi, con un'immediato ritorno alla convivenza regolata, che calma la mente da improvvisi calori.

Ma, immediatamente, tutto ritorna, e torna come uno strano fantasma dai pantaloni neri

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